«Il popolo venezuelano è campione di coscienza civica e politica»
Geraldina Colotti, INVIATA A CARACAS, 02.12.2015, “Il Manifesto”
Venezuela/Intervista. Haiman El Troudi, ministro del Trasporto
Haiman El Troudi, classe 1970, è ministro del Potere popolare per il Trasporto Terrestre e le Opere pubbliche. Ingegnere e scrittore, ha svolto molti incarichi politici, tra i quali quello di Governatore presso la Banca Mondiale e quella Interamericana di Sviluppo. Prima di correre a un altro evento pubblico, ha accettato di rispondere alle domande del manifesto.
Per
il Fondo Monetario, il Venezuela è in bancarotta, ma voi continuate ad
aumentare i salari e a costruire strade. Come mai?
Non seguiamo la ricetta dell’Fmi secondo la quale quando si è in
recessione la prima cosa da fare è congelare i salari, eliminare le
pensioni e diminuire la spesa sociale. Lo sviluppo dell’essere umano non
è un costo, ma un investimento. Nonostante la guerra economica che hanno
imposto al nostro popolo e la caduta del prezzo del petrolio, nostra
principale entrata, come governo rivoluzionario non abbiamo intaccato
i programmi sociali, le missioni, il pieno impiego. Anzi, espandiamo la
frontiera della redistribuzione della rendita e per questo nell’ultimo
anno abbiamo battuti vari record: siamo il primo paese al mondo con il maggior
numero di persone che ha beneficiato del diritto umano al trasporto, alla
mobilità. Con il concorso della Cina, abbiamo sviluppato un sistema di
trasporto moderno che ha interessato oltre 3 milioni di persone. Abbiamo
la fabbrica di autobus più grande del Latinoamerica, quest’anno abbiamo
inaugurato alcune linee di metro: a Valencia, a Los Teques, il Metro
Cable a Caracas, che ha cambiato la vita a moltissime persone delle
periferie lontane. E abbiamo battuto un altro record: nel sistema di
ampliamento delle strade, una infrastruttura moderna e necessaria che
interessa il 90% degli abitanti della capitale. In soli nove mesi, nella Valle
del Coche abbiamo costruito il viadotto più grande di tutto il paese.
A Barquisimeto stiamo per inaugurare il monumento cristiano più alto del
mondo – 60 metri di altezza -, quello alla Divina Pastora. Ma, soprattutto, il
nostro popolo è campione in coscienza politica. Con Chavez ha aperto gli
occhi, ha capito che è possibile rinnovare la speranza, che
è possibile e necessario costruire un mondo migliore basato sulla
giustizia e sull’uguaglianza. Hai visto quante donne, quanti giovani sono
presenti nelle liste e sono all’avanguardia nel lavoro territoriale?
Le
mafie del lavoro, però, non sono state debellate, come dimostra l’omicidio del
deputato della Mud, Manuel Diaz, i suoi trascorsi penali e i suoi
referenti.
È una delle infermità sociali che dobbiamo curare rinnovando gli sforzi
per l’organizzazione popolare. Molte distorsioni si supereranno con molta
educazione civica e aumentando ulteriormente la coscienza politica. Vi
sono gruppi mafiosi che subornano impiegati pubblici, sindacati che attuano in modo
violento per disputarsi posti di lavoro, ora c’è il fenomeno detto del
bachaqueo, dal nome di una formica che trasporta istancabilmente di tutto: il
popolo che ruba al popolo, comprando prodotti sussidiati per rivenderli ad
altissimi prezzi. La rivoluzione culturale è la più ampia delle
rivoluzioni a cui dobbiamo dedicarci. Finora siamo andati molto avanti
nella rivoluzione, politica, in quella sociale ed economica, diminuendo
sensibilmente lo scarto tra povertà e ricchezza. Manca però ancora molto
per costruire l’uomo e la donna nuovi mentre persiste il capitalismo.
Alcuni
manifesti del Partito comunista – un alleato — denunciano la terziarizzazione,
e la corruzione è molto diffusa…
Purtroppo, la corruzione è una malattia diffusa in ogni parte del mondo,
da noi riguarda l’impiegato pubblico, ma soprattutto l’imprenditore privato,
e vale il discorso che facevo prima. Per il resto, siamo un paese
all’avanguardia in materia di diritti del lavoro. Con la ultima riforma alla
legge del lavoro, appena entrata in vigore, si è decretato l’eliminazione
della terziarizzazione, ma è possibile che sussistano situazioni che
infrangono la legge. Non credo, però, sia un atteggiamento costruttivo quello
di giudicare il nostro processo solo dalle piccole ombre che permangono.